GAMIFICATION CORNER

La selezione del personale 4.0: Recruitment Gamification

Per valutare il potenziale dei candidati che va oltre i titoli scritti sui cv, i responsabili della selezione del personale sono sempre alla ricerca di nuovi approcci che permettano di innovare il processo di recruitment. Molte aziende hanno dovuto affrontare in questi anni le sfide imposte dall'innovazione e dalla trasformazione digitale, i cambiamenti hanno investito anche il comparto delle HR che ha iniziato a confrontarsi con nuovi metodi di selezione come il recruiting Gamification.

Il gioco nel processo di selezione viene introdotto come un elemento nuovo capace di aiutare il recruiter nella corretta valutazione dei candidati. Il motivo è semplice: il gioco crea di per sé una situazione più rilassata, che nulla ha a che vedere con l'ansia e lo stress di una selezione tradizionale, i candidati sono quindi più liberi di esprimersi al meglio facendo emergere il loro reale potenziale.

Questa soluzione innovativa, inoltre, rafforza e accresce la brand image dell’organizzazione, trasmettendo un valore aggiunto, percepibile a chi si sta adoperando per cercare l’offerta di lavoro adatta, nel mare magnum degli annunci lavorativi.

LE POTENZIALITÀ DI UN NUOVO APPROCCIO 

“Nel futuro sarà sempre più il digitale lo strumento per avanzare candidature ma resta fondamentale sapersi valorizzare e raccontarsi nel modo giusto, anche attraverso un uso intelligente e consapevole dei social network, spesso sottovalutati dagli stessi ragazzi ma invece molto considerati nei processi di selezione”.  
Giovanni Lo Storto, d.g. Luiss (Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carl di Roma).

Secondo una ricerca svolta dall’Istituto di analisi statunitense Gallup, entrare in contatto con i millennials (nati tra il 1980 e i primi anni del 2000)  sta diventando per le aziende un'esigenza a cui rispondere: nel 2025 copriranno il 75% della forza lavoro a livello mondiale, mentre oggi hanno un tasso di assunzione pari al 28,9% (contro il 32.9% della la Generazione X e i Boomers).
Gli under 35 sono molto diversi dalle generazioni precedenti, pensano e si comportano in maniera innovativa, vivendo quasi simbioticamente con i dispositivi tecnologici e costantemente bombardati da stimoli e contenuti multimediali.

Una ricerca fatta dall’Università di Bradley (U.S.A.), ha sottolineato come nella “tradizionale” selezione del personale siano presenti problematiche ricorrenti, soprattutto durante il colloquio vis à vis: i candidati tendono a prepararsi delle risposte “preconfezionate” alle classiche domande dell’intervistatore; mentre molti reclutatori non hanno le competenze necessarie per valutare e giudicare le reali abilità degli aspiranti.

Ed è proprio qui che entra in gioco la Gamification: integrando il processo di recruitment con quiz, sfide e minigiochi, incoraggia il candidato a interagire con l’azienda simulando virtualmente l’ambiente di lavoro; in questa maniera inoltre, vengono forniti ai reclutatori dei parametri oggettivi e misurabili che consentono di valutare le skills dei candidati come la creatività e il problem-solving
Gli elementi del gioco sono particolarmente utili nelle fasi preliminari del recruitment perché, attraverso il game, è possibile tratteggiare un profilo chiaro e dettagliato delle persone, agevolando di molto il lavoro dell'HR manager.

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I VANTAGGI DELLA GAMIFICATION NEL RECRUITMENT

  • La selezione è meno legata alla mera valutazione del CV (titoli di studio, competenze tecniche ecc.) ma è maggiormente orientata a testare il concreto potenziale dei candidati per quello specifico ruolo, garantendo così un giudizio più obiettivo e affidabile;

  • Affidare la prima scrematura ad una piattaforma automatizzata, permette all’azienda un tangibile risparmio, evitando sforzi e spese inutili;

  • Attirare un numero superiore di candidati rispetto ai metodi tradizionali, consentendo di esaminare un numero pressochè  illimitato di giocatori accorciando così i tempi di selezione;

  • Conquistare i talenti migliori presentandosi con un approccio innovativo.

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CASE STUDY

L'Oréal

Tra il 2010 e il 2015 in India, L'Oréal ha utilizzato la Gamification per il recruitment di candidati per posizioni riguardanti marketing, risorse umane e vendita. Il loro gioco, “Reveal”, ha permesso ai giocatori di sperimentare il lavoro, interagire con gli avatar che rappresentano i dipendenti, portandoli ad avere un'idea di quale settore di quale sarebbe il settore più adatto.

"Gli strumenti di gamification implementati da noi richiedono soluzioni a sfide quotidiane. Ci aiutano a esaminare le capacità analitiche del candidato, e ciò potrebbe non essere possibile tramite mezzi di assunzione tradizionali. Cerchiamo di reclutare il 20% dei quadri manageriali della società attraverso i canali di gioco ", afferma Mohit James, direttore delle risorse di L’Oreal India.

I RISULTATI

“Reveal”, è stato lanciato con successo in tutto il mondo nel gennaio 2010. Il gioco ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il  National Graduate Recruitment Award del 2010, per il modo più innovativo di attirare i laureati. Nel 2015 il gioco aveva contava complessivamente circa 120 mila giocatori.

PwC

In Ungheria PwC ha stabilito un nuovo obiettivo: coinvolgere maggiormente il proprio pool di candidati durante il processo di ricerca. Normalmente, i candidati trascorrevano meno di 15 minuti nel loro career website e l'azienda era interessata ad attirare i candidati più idonei e qualificati. Tutto ciò ha portato allo sviluppo, e successivamente al lancio, di un gioco: Multipoly, una simulazione virtuale che consente ai candidati di testare la loro prontezza in situazioni lavorative verosimili. Multipoly sottopone agli utenti dei compiti per testare le skills richieste da PwC, come capacità di team - building aziendale, digital-skills e public relations.

I RISULTATI

Noemi Biro, Manager regionale di reclutamento di PwC Hungary, ha notato che i candidati che avevano giocato a Multipoly erano più preparati per i colloqui face to face, in quanto “il  gioco aveva pre-educato i candidati sull’azienda in generale, ma anche sulla sua vision, sui servizi e sulle competenze necessarie”.

Biro afferma inoltre che, i nuovi assunti con l’esperienza Multipoly trovano più facile l'onboarding, poiché hanno già sperimentato la cultura aziendale attraverso il gioco. Complessivamente, Multipoly ha aumentato il numero di candidati del 190% e il 78% di coloro che hanno completato il gioco erano interessati ad un’esperienza in PwC.

CONCLUSIONE

Il recruiting 4.0 rappresenta una sfida cruciale per le aziende.
Nel mondo anglosassone cresce il numero di imprese che si affidano all’algoritmo per selezionare il personale: secondo i dati pubblicato sul Guardian, negli Stati Uniti il 72% dei curriculum non è esaminato da recruiter in carne ed ossa ma da software.
Ikea ha recentemente annunciato che utilizzerà il robot Vera per assumere nuovi lavoratori. Lanciato nel 2017 da una startup russa, il robot è uno dei primi esempi di uso dell’intelligenza artificiale per le risorse umane su larga scala. Vera è capace d’intervistare 1.500 possibili candidati in un giorno di lavoro.
 

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Topics: gamification, hr, recruitment, job, selezione

Il blog di Playoff: la piattaforma di gamification senza limiti

Engage People, Motivate Actions  questo il claim della nostra piattaforma di gamification Playoff, che consente alle aziende di implementare in modo semplice e intuitivo dinamiche e meccaniche di gamification all'interno dei propri progetti, abbattendo le barriere tecniche che spesso ostacolano l'adozione di questa innovativa metodologia. Playoff funziona come un motore di regole che si prende cura di tutti i meccanismi “difficili” come l’attribuzione dei punteggi, il tracciamento delle azioni, i progressi dei giocatori o delle squadre e la creazione delle classifiche in tempo reale.

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